Le migliori notizie del 2018

Se c’è una cosa che questo 2018 ci ha ricordato, è la consapevolezza che non tutte le conquiste sono scontate e che è necessario continuare a lottare per ciò in cui si crede, senza mai abbassare la guardia. Questo ultimo anno abbiamo assistito a moltissimi attacchi contro la libertà delle donne e delle persone LGBT+.
Siamo scese in piazza per rivendicare e difendere i nostri diritti, dal diritto all’aborto al diritto alla genitorialità, dal diritto al divorzio alla lotta alla violenza di genere, che rischiano di essere minati ogni giorno da obiettori e amanti del patriarcato.
Tuttavia, il 2018 è stato un anno di svolta sotto molti aspetti, alcuni dei quali meritano di essere messi in evidenza. Ecco la nostra lista delle notizie migliori dell’anno appena passato, con la speranza che nel 2019 la lista possa allungarsi ancora di più.

Il calcio e la pallavolo femminile portano l’Italia ai mondiali

Il 2018 è stato l’anno della rivincita dello sport femminile: finalmente in tv non si è parlato solo di calcio maschile, grazie alla bravura delle nostre azzurre che ci hanno portate ai mondiali con la pallavolo (prima) e con il calcio (nel 2019).
Come dimenticare la medaglia d’argento ai mondiali di pallavolo, seguita dal naturalissimo coming-out della schiacciatrice Paola Egonu?
Non ci resta che attendere i mondiali di calcio, per i quali la squadra nazionale femminile si è presentata (per la prima volta dopo vent’anni) in terza fascia ed esordirà il 9 giugno 2019 contro l’Australia, per poi sfidare la Giamaica e il Brasile.
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Le attrici italiane e il “Dissenso Comune”

Il movimento #MeeToo è stato dichiarato “persona dell’anno 2017” dal TIME e ha risvegliato qualcosa nei movimenti femministi di tutto il mondo, un sentimento di rivendicazione ed autodeterminazione sopito da troppo tempo.
L’8 marzo 2018 si è tenuta la prima manifestazione politica dopo il #MeeToo, che ha visto nelle piazze italiane milioni di donne manifestare in favore della parità di genere e contro il patriarcato.
Per la prima volta, in Italia, anche le donne dello spettacolo (attrici, presentatrici, registe,..) si sono esposte in “Dissenso Comune“, una lettera aperta che denuncia con forza il sessismo all’interno del mondo dello show-biz.
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L’Irlanda dice sì all’aborto

Il 25 maggio, il Referendum in Irlanda dice sì all’aborto: un grandissimo traguardo per la libertà di scelta delle donne, in un Paese in cui l’influenza della religione è ancora molto alta. Il Referendum ha ottenuto il 66,4% dei voti favorevoli, con un’affluenza del 64%.
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L’Arabia Saudita rimuove il divieto di guida per le donne

Consegnate in anticipo le patenti alle prime 10 donne, che potranno finalmente guidare. La stima, per la prima settimana di giugno, è di oltre 2mila nuove patenti. L’abolizione del divieto, preannunciata da re Salman, è solo un piccolo segnale tra i tantissimi altri divieti che limitano la libertà delle donne in questo Paese: ancora oggi, infatti, le donne non possono viaggiare all’estero, frequentare le scuole superiori o prendere decisioni mediche senza l’autorizzazione del proprio tutore di sesso maschile.
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L’OMS rimuove la transessualità dal registro delle malattie mentali

La Classificazione ICD11, pubblicata a metà giugno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha visto la rimozione della transessualità dalla lista dei disturbi mentali, ora riassegnata alla categoria delle “Condizioni legate alla salute sessuale”.
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L’India depenalizza l’omosessualità

Da settembre, in India, l’omosessualità non è più reato. Con una decisione storica, la Corte Suprema indiana ha depenalizzato l’omosessualità, cancellando la sezione 377 del Codice Penale indiano che da 157 anni puniva l’omosessualità come un'”offesa contro natura”.
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L’attore Bill Cosby condannato per stupro

È partito a inizio aprile il processo a Bill Cosby, accusato di stupro, e che si chiuderà a metà settembre con la condanna da 3 a 10 anni di reclusione. Le pesanti accuse contro l’attore risalgono al 2004, quando una donna lo accusò di essere stata drogata e violentata da Cosby che, in tutto questo tempo, non ha mai dimostrato alcun rimorso per quanto accaduto.
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In Scozia assorbenti gratuiti alle studentesse

La Scozia è il primo paese che distribuirà gratuitamente beni sanitari alle studentesse: il progetto, interno a un programma da 5,2 milioni di sterline per combattere la “povertà mestruale”, permetterà alle studentesse, dalle scuole medie all’università, di ottenere prodotti di prima necessità come assorbenti igienici, tamponi e coppe mestruali.
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Il Costa Rica legalizzerà i matrimoni same-sex

La Corte Suprema del Costa Rica, il più alto tribunale del Paese, ha dichiarato incostituzionale e discriminatorio il divieto in vigore nel paese sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, dando al Parlamento 18 mesi per abolirlo modificando la legge. Una grande conquista, ma non l’unica per questo Paese, che a maggio aveva già fatto passi in avanti nel campo dei diritti LGBT+ permettendo alle persone transgender di cambiare i propri documenti snellendo le pratiche burocratiche.
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In India nasce il Partito Nazionale delle Donne

Fondato a Delhi dalla 36enne attivista Shweta Shetty e ispirato al movimento delle Suffragette, il National Women Party ha come obiettivo il raggiungimento delle quote rosa e la lotta alle molestie sul lavoro.
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Al via il processo contro Harvey Weinstein

Rischiava di essere archiviato per “inquinamento di prove” il processo al produttore Weinstein, accusato di molestia sessuale e stupro da oltre 80 donne. Qualche giorno fa, però, la richiesta di archiviazione è stata respinta dal giudice della Corte Suprema Statale di New York: il processo si farà!
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Christine Blasey Ford e le accuse di violenza sessuale contro Brett Kavanaugh

Chiudiamo la rassegna con una notizia che di lieto fine ha ben poco, ma che ci teniamo particolarmente a ricordare per la sua importanza: stiamo parlando delle accuse di violenza sessuale della psicologa Christine Ford contro Brett Kavanaugh, il giudice nominato da Donald Trump alla Corte Suprema degli Stati Uniti.
La Ford non aveva mai denunciato apertamente le molestie subite anni fa da un giovane Kavanaugh, ma è bastata la candidatura di quest’ultimo alla Corte Suprema per convincerla a rompere il silenzio.
«Sono qui oggi non perché volevo esserci. Sono terrorizzata. Sono qui perché credo sia mio dovere civico dirvi la verità» spiega la Ford. «Non ho tutte le risposte. Non ricordo come vorrei. Ma i dettagli di quella notte che mi hanno portato qui oggi non li dimenticherò mai. Si sono impressi nella mia memoria e mi hanno perseguitato episodicamente quando sono diventata adulta.»
Nonostante il nome di Kavanaugh sia stato infangato da queste pesanti accuse, è stato comunque votato ed eletto con una minima maggioranza; ma il coraggio di questa donna, sola contro il potere di un uomo sessista e misogino, va ricordato con orgoglio.
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