Mamma Sabrina, inviata speciale alla Marcia per la Vita

Il 19 maggio, a pochi giorni dal 40esimo anniversario della Legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, si è tenuta a Roma l’ottava edizione della Marcia Nazionale per la Vita, promossa dal Comitato per la Marcia Nazionale per la Vita.

Tantissime persone da tutta Italia hanno partecipato all’iniziativa, il cui intento è quello di “affermare la sacralità della vita umana” e “combattere contro qualsiasi atto volto a sopprimere la vita umana innocente o ledere la sua dignità incondizionata e inalienabile”.

Come si legge nel manifesto:

“Gli attacchi alla vita umana innocente sono sempre più numerosi e nuovi strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc.

Da oltre trent’anni una legge dello Stato (la 194/1978) regolamenta l’uccisione deliberata dell’innocente nel grembo materno e i morti si contano a milioni.

La Marcia per la Vita è il segno dell’esistenza di un popolo che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte.”

[Fonte: marciaperlavita.it]

Tra queste, mamma Sabrina (nome di fantasia): una mamma come tante altre che, in vista dell’evento, inviava una bellissima e commovente lettera a Giornalettismo.it che vi invitiamo a leggere:

«Caro giornale,

Sono una mamma, una donna con famiglia e una cittadina dell’Italia, per questo vi scrivo per questo appello importante e spero che voi mi ascoltate.

L’Italia vive un momento triste per colpa di queste cose tremende che stanno succedendo. Negli anni passati le libertine radical chic di sinistra, che non volevano figli per potersi accoppiare liberamente come le lepri selvagge, ci hanno convinto di votare per la legge contro Dio che dice che si può uccidere un bambino nella pancia. E gli italiani creduloni ci hanno creduto e hanno votato questa cosa che ci distrugge.

Oggi è colpa di questo se tutte le ragazze piccole – che prima erano illibate – ora aprono le gambe e si fanno fare fare quelle cose e poi rimangono incinta e tanto poi prendono la pillola o peggio vanno dal medico, e finisce lì e niente figli e poi lo rifanno.
Questa cosa è un insulto per Dio e per tutte le donne nel mondo. L’aborto deve essere vietato in Italia e spero che voi lo capite. Perché:

1. Toglie alla donna l’opportunità di diventare mamma. E una donna che non diventa mamma non è una donna ma una persona inutile che poi quando diventa vecchia nessuno la vuole. La donna così perde tutto il suo valore speciale. Se Maria avesse abortito Gesù a quest’ora non la ricordava nessuno e noi stavamo ancora nel peccato.
Tutti i bambini che uccidete poi non vi potranno accudire e volere bene da vecchie, ricordatevelo!
2. Se una donna viene violentata e rimane incinta almeno è rimasta incinta e quindi è una cosa positiva. Invece se fa l’aborto poi non diventa neanche mamma e quindi è una sofferenza inutile.
3. Se Dio voleva che abortivamo ci dava un modo per farlo naturalmente, come la cacca, non questi metodi chirurgici che sono strumenti del diavolo come i vaccini per farci ammalare tutti.

Liberate le donne da questa schiavitù dell’aborto che lascia tante donne senza essere mamme e le rende così come delle porno star che servono solo per il sesso.
Noi donne dobbiamo riprendere a fare figli, altrimenti tra poco i figli ce li hanno solo gli stranieri delinquenti e i gay, e questo è tutto contro natura e per questo poi il clima cambia e i ghiacci si sciolgono, perché Lui vede.
Liberate i bambini da questo omicidio e fateli nascere sempre, poi se le donne schifose non li vogliono dateli alla Chiesa, alle suore, ai preti, che loro sanno sempre accogliere i bambini!

Lottiamo insieme per la vita e la vita non vuole che che ognuno fa quello che vuole.

Metto gli hashtag #NOABORTO #MARCIAPERVITA.

Domani c’è la marcia per la vita per chi vuole lottare contro queste donne assassine. spero che diffondete.

Una MAMMA.

S.»

Ci avete quasi creduto, vero? Niente paura, si tratta (per fortuna) di una lettera derisoria nei confronti della manifestazione, che intende denunciare le modalità violente e censorie di certe associazioni e gruppi religiosi che mirano a limitare la libertà delle donne di decidere per sé stesse e per il proprio corpo.

Ma mamma Sabrina non si è fermata qui: armata di coraggio, è partita dalla Sicilia per partecipare in prima persona alla manifestazione e raccogliere qualche testimonianza. Guardate – e inorridite – con noi.

Dunque, ricapitolando:

1. le donne devono stare a casa;
2. maschio e femmina li creò;
3. più inginocchiatoi nelle chiese;
4. più soldi agli esorcisti.

E così sia.

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