Pesce d’aprile? Il sessismo in Italia e nel mondo non è uno scherzo

alfi sessismo 2021

Il 97% delle donne ha subìto una forma di violenza nel corso della sua vita.

VERO! Questo dato, davvero allarmante, si riferisce a forme di violenza quali: aggressioni verbali e/o fisiche, abusi sul posto di lavoro, violenze sessuali, stupri, molestie, violenza domestica.
Un dato terrificante, in grado di mettere in luce l’evidenza di quella che ormai è un’estesa emergenza sociale, figlia del patriarcato e del sessismo che impregnano la società odierna.

In alcune zone rosse dopo le 18 non è più possibile acquistare assorbenti.

VERO! Può sembrare una delle numerosissime fake news che affollano il web, e invece è successo in questi giorni in Puglia: una donna ha tentato di acquistare due confezioni di assorbenti, e le è stato chiesto di posarli, perché superato l’orario definito per l’acquisto dei beni di prima necessità. Ritorna l’annosa questione della classificazione degli assorbenti e degli altri strumenti di gestione delle mestruazioni: la tassazione al 22% li identifica come beni di lusso, al pari di un’auto, eppure sappiamo che le mestruazioni non si scelgono al pari di una Mercedes. Da anni numerose Associazioni in tutto il mondo si battono perché questi strumenti, indispensabili per almeno 35 anni della vita di ogni donna – genere biologico, senza assunzione di farmaci utili alla transizione – siano riconosciuti come beni primari, e dunque tassati al 4%.

Si stima che solo il 3% dei casi di violenza sessuale avvenga da parte di sconosciuti*.

VERO! Quante volte ci siamo sentite fare raccomandazioni in merito ad abbigliamento, strade preferibili e orari di rientro? Per quanto queste misure di sicurezza siano ovviamente – e tristemente – utili, sappiamo anche che il 97% degli stupri sono agiti da parte di conoscenti, amici, familiari, e non certo da sconosciuti, che invece ne sono statisticamente responsabili per circa il 3%.

In dieci mesi in Italia, è stata uccida una donna ogni tre giorni.

VERO! Fra gennaio e ottobre 2020, per cui nell’arco di soli dieci mesi, sono state uccise 91 donne. Un dato incredibilmente allarmante, specialmente se si guarda alla maggioranza di casi nei quali le vittime erano mogli, fidanzate, ex fidanzate o amiche dell’assassino.
Sono 3.344 le donne uccise negli ultimi dieci anni, un numero enorme.

Esiste una legge che vieta alle donne di indossare intimo di pizzo.

VERO! In Russia, Bielorussia e Kazakistan alle donne è vietato indossare capi di intimo che contengano meno del 6% di cotone. La legge è stata giustificata con la bonaria intenzione di garantire alle donne l’utilizzo di intimo traspirante e di qualità. Di fatto questa legge limita fortemente la libera scelta delle donne, a partire da un dettaglio incredibilmente sensibile: l’abbigliamento intimo.

Nel 2013 in India si è stimato che si sia verificato uno stupro ogni 20 minuti.

VERO! L’India è considerato uno dei Paesi a più alta incidenza di violenze sessuali al mondo. Sono stimati infatti più di 32mila stupri ogni anno. La condizione di discriminazione profonda delle donne ne è la chiaramente causa principale: trattasi di una delle culture più patriarcali e sessiste del mondo, in cui l’idea di subalternità delle donne è profondamente radicata nella società.

Muore una persona ogni due settimane per violenza domestica.

VERO! Mogli, fidanzate, ma anche figlie e figli. Questo dato allarmante rivela un’altra faccia della medaglia. A morire di violenza domestica non sono solo le donne: spesso sono coinvolti anche i bambini, e in alcuni casi altri membri della famiglia.

Per il 63% degli italiani le donne sono più adatte ad occuparsi di casa e figl*.

VERO! Nel 2021 è ancora forte nel tessuto culturale italiano la presenza di stereotipi basati sul genere, dal quale derivano presunti ruoli di genere: alla donna la cura della casa, dei bambin*, di suocer*, al marito la delega al lavoro, alle faccende finanziarie. Sfortunatamente, se questo dato si basa su un campione maschile, addirittura il 69% delle donne italiane la pensa allo stesso modo.

Nella prima metà del 2019, l’81% dei femminicidio è stato agito da un familiare.

VERO! Nonostante si faccia grande uso di notizie sensazionalistiche che adducono al* “divers*” la capacità e la volontà di commettere reati di natura violenta, in Italia, la stima relativa al femminicidio trova larga presenza di familiari, concittadini, e spesso mariti, fidanzati, zii, padri. Anche qui un dato in grado di porre l’attenzione sul ruolo che il potere gioca all’interno dei contesti familiari.

Ogni 12 secondi una donna in Italia è vittima di violenza.

VERO! Il tempo di sollevare una tazzina di caffè e gustare il primo sorso, il tempo di agganciare la cintura di sicurezza e avviare il motore dell’auto, il tempo di scrollare una storia di Instagram: ogni volta nel nostro Paese si verifica una violenza: molestie, catcalling, slot sharing, revenge poro, stupro, femminicidio. Un tempo irrisorio per qualcun*, ma davvero significativo per altre. In una società in cui i corpi delle donne sono considerati una proprietà, in una cultura in cui la mente e la volontà di una donna sono considerate trascurabili, bastano 12 secondi.

In Italia esiste una legge che tuteli le donne dalla misoginia e dalla violenza di natura misogina.

PESCE D’APRILE! Ad oggi, nell’aprile 2021, non esiste alcuna legge in Italia che consideri la misoginia un’aggravante, in caso di aggressione fisica o verbale. Basti pensare alle centinaia di casistiche relative agli insulti di matrice misogina e sessista ricevuti da alcune delle rappresentati politiche italiane, o a quelle ricevute da tutte noi ogni giorno. Assurdo, ma vero: non esiste alcuna legge che ritenga la misoginia un reato o un’aggravante. Il DDL Zan contiene la misoginia, fra le forme di discriminazione da ritenersi come aggravanti, oltre alla disabilità e all’orientamento sessuale ed identità di genere.

Un’aggressione di matrice LGBTfobica viene punita per legge.

PESCE D’APRILE! Neppure qui abbiamo centrato il punto in termini di parità: in Italia un’aggressione lesbofobica è trattata dalla legge alla pari di un’aggressione per qualsivoglia altra motivazione. L’odio omo-lesbo-bi-transfobico non è ritenuto un’aggravante in caso di reato.

In questi 13 mesi si emergenza si è verificato un calo della violenza domestica.

PESCE D’APRILE! Sfortunatamente è l’esatto contrario: il lockdown, così come tutte le restrizioni che hanno costretto in casa ciascun* di noi negli ultimi mesi, hanno costretto in casa anche moltissime donne, vittime di abusi domestici. Le segnalazioni sono aumentate fino a triplicare, si sono verificati numerosi femminicidi, i Centri Antiviolenza sono stati presi telefonicamente d’assalto da donne terrorizzate – che chiamavano in larga parte a tarda sera o al mattino molto presto, quando evidentemente non temevano di essere scoperte -.

Esistono gruppi telegram in cui padri scambiano foto intime delle figlie.

VERO! Lo scorso aprile 2020 lo scandalo ha investito il web: decine di segnalazioni, servizi giornalistici, associazioni in rivolta: Telegram è stata identificata come App teatro degli orrori (ne abbiamo parlato qui) e moltissimi gruppi sono finiti sulla gogna mediatica. Sfortunatamente non erano i primi, né sono stati gli ultimi. Gruppi simili sono esistiti su ogni piattaforma dall’avvento di internet quale mezzo di comunicazione e scambio, e nonostante lo scandalo, esistono ancora.
Consigli sullo stupro privo di conseguenze, scambio di foto di donne senza il loro consenso, iniziazioni di gruppo e molto altro. E non era un horror, succedeva davvero, e interessava centinaia di migliaia di iscritti.

Nel 2020 si sono attivate più di mille indagini per reato di revenge porn in Italia.

VERO! Solo di recente, il revenge porn – pratica attraverso la quale si rendono pubbliche immagini intime o video intimi di una persona senza il suo consenso – è diventato finalmente reato riconosciuto dalla legge italiana. Nel 2020 ha già cumulato 1.028 indagini. Squadrismo, sessismo, misoginia, molto spesso il pulsante “invia” si preme perché si ritiene che quella immagine/quel video, seppur raffiguranti una persona in carne ed ossa, siano di proprietà di chi guarda, e non di proprietà di chi è esposto alle conseguenze della sua diffusione. Il consenso rimane un valore inappreso dalla nostra cultura, basata su potere, controllo e possesso.

Nel 2020 si sono attivate oltre trenta indagini per costrizione al matrimonio.

VERO! Neppure questo è un pesce d’aprile. Nel Bel Paese, in cui sono più gli smartphone e le auto che non le persone, la costrizione al matrimonio è ancora una realtà, e volendo indagare le motivazioni non si fa fatica ad incontrare il principio base del patriarcato: il potere agito sui corpi e sulle esistenze delle donne. Finanche a raggiungere il matrimonio l’obbligo, costrizione ed imposizione, paragonabile allo scambio di bestiame.

Nel 2021 non esiste alcun Paese che limita il diritto allo studio per le donne.

PESCE D’APRILE! Dati alla mano, sono circa 130 milioni le bambine ed i bambini il cui diritto allo studio, sancito dalla Convenzione Internazionale per i diritti dell’infanzia, è violato ogni giorno. Accade spesso nelle zone di guerra, ma non solo: non si deve guardare troppo lontano per incontrare dei casi, anche nel nostro Paese.

Credevi che fosse un pesce d’aprile?
E invece no, accade oggi, intorno a te ogni giorno.

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