Antimafia, diritti delle donne e LGBTQ+ avvicinano la Campania a Cambridge: da Napoli parte una call-to-action a tutte le associazioni del Sud Italia

GenPol – Gender & Policy Insights, Cambridge Centre for Social Innovation,
Cooperativa sociale Giancarlo Siani e ALFI-Associazione Lesbica Femminista Italiana
uniscono 25 associazioni del Sud Italia

Parte da Napoli una call-to-action a tutte le associazioni del Sud Italia: al centro antimafia, diritti delle donne e diritti LGBTQ+, temi che avvicinano la Campania a Cambridge, in un asse di dialogo e confronto tra realtà differenti.

Venerdì 12 luglio, nella Biblioteca Storica della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Università Federico II di Napoli, GenPol – Gender & Policy Insights, Cambridge Centre for Social Innovation, Cooperativa Sociale Giancarlo Siani e ALFI-Associazione Lesbica Femminista Italiana hanno riunito 25 associazioni del Sud Italia nel progetto “Connettere i puntini”. Fine ultimo: una giornata di formazione su questioni di genere e antimafia rivolta alle realtà del territorio campano attive in ambito sociale. Dallo sport in zone di periferia al teatro, dall’anti-mafia passando per la tutela dell’ambiente e i diritti LGBTQ+, alla call-to-action hanno risposto, tra le altre, Associazione Antigone, Cooperativa Lazzarelle, Associazione Trerrote, Associazione Maestri di Strada, Rain Arcigay Caserta, Associazione Apple Pie: l’amore merita LGBT+, Associazione Dream Team – Donne in rete, Arcigay “Antinoo” Napoli, Consulta pari opportunità del Comune di Portici, Spazio Donna, Associazione Nostos Teatro, Associazione Mani Tese Campania, Arci Ragazzi Portici e Collettivo Lgbtqi* Napoli, oltre ad esponenti del movimento per i beni comuni e per la finanza etica.

L’incontro di Napoli rappresenta il primo di tre appuntamenti che, nel Sud Italia, permetteranno alle realtàpresenti di condividere e ampliare conoscenze e risorse nell’ambito della lotta contro la mafia, alla prevenzione della violenza di genere e ai diritti LGBTQ+. Un primo passo per la creazione di un percorso comune che ponga le basi per la formazione di una parte d’Italia troppo spesso ancorata a preconcetti e pregiudizi da estirpare alla radice.

“Il progetto parte dall’idea che le battaglie di giustizia sociale, a cominciare da quelle per l’emancipazione femminile e i diritti civili e dalle lotte di liberazione dal giogo mafioso, siano inscindibilmente legate – afferma Lilia Giugni, ricercatrice all’Università di Cambridge e direttrice del think tank GenPol – Gender & Policy Insights. – Si tratta di connettere i puntini, da cui il titolo del progetto. Auspichiamo che il nostro primo meeting rappresenti un volano per nuove connessioni con ulteriori realtà del Sud Italia”.

“L’obiettivo è sensibilizzare gruppi e individui attivi nel sociale, nella promozione culturale e nella tutela dell’ambiente in territori a forte presenza mafiosa rispetto a questioni legate ai diritti delle donne, ai diritti LGBTQ+ e alla violenza di genere – aggiunge Giuseppe Scognamiglio, Presidente della Cooperativa G. Siani. – Per fare questo, mettiamo a disposizione la nostra esperienza nel campo dell’anti-mafia e del sociale”.

Tra le attività della giornata: presentazioni e testimonianze delle realtà chiamate a confrontarsi, sessioni interattive e partecipate per stimolare riflessioni sulle connessioni tra diverse forme di attivismo e tra differenti battaglie di emancipazione.

“La seconda finalità è promuovere e consolidare sinergie tra realtà locali, nazionali e internazionali impegnate a sostegno di queste varie cause, stimolando soprattutto il coinvolgimento giovanile nelle regioni dell’Italia meridionale – conclude Chiara Piccoli, Presidente di Alfi -. Siamo felici che, nel corso della giornata, attiviste e attivisti con alle spalle storie, esperienze e movimenti sociali diversi, si siano incontrati e abbiano avviato un dialogo costruttivo”.


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