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ESPULSIONE DI ARCILESBICA DAL CASSERO: UNA DECISIONE AVVENTATA?

Apprendiamo da un Comunicato Stampa pubblicato sui social che ArciLesbica, associazione attiva a livello nazionale dal 1996, è stata “espulsa” dal Cassero e sarà costretta a cambiare la propria sede legale.

«La convivenza tra ArciLesbica e Arcigay a Bologna» si legge nel Comunicato «viene conclusa dopo 22 anni con una mail, inviata venerdì scorso 11 maggio alla Segreteria di ArciLesbica dal Direttivo Cassero che comunica che “non è più possibile mantenere la vostra sede legale in v. Don Minzoni 18”. Tutto questo senza un incontro politico, senza neppure una telefonata, ma con l’intimazione a restituire le chiavi e la specifica che “non sarà più possibile accettare corrispondenza per nome e per conto vostro: tale corrispondenza sarà pertanto respinta al mittente”, poco importa se questo potrebbe causare anche danni fiscali e materiali ad ArciLesbica».

Premesso che la struttura del Cassero è data in gestione a 4 associazioni, tra cui Lesbiche Bologna (già ArciLesbica Bologna) che ha da poco formalizzato la sua uscita dall’Associazione Nazionale, la decisione presa dal Direttivo era prevedibile e non stupisce. Ciò che ci perplime è la modalità con cui tale comunicazione – a quanto dichiarato dalla Presidente dell’associazione espulsa – è stata data, senza possibilità di confronto o dialogo alcuno.

«Non commentiamo la legittimità di questa decisione, che spetta certamente al Cassero» commenta Chiara Piccoli, presidente di ALFI – Associazione Lesbica Femminista Italiana «ma pensiamo sia necessario un chiarimento da entrambe le parti, poiché il dialogo, il rispetto e il confronto per noi sono alla base di ogni tipo di relazione».

Sulla pagina di ArciLesbica Nazionale il Comunicato ha già ricevuto centinaia di commenti, alcuni di sostegno ed altri – la maggior parte – di scherno e derisione.
«Un avvenimento come questo» commenta Angela Cattaneo, vicepresidente di ALFI «non può e non deve essere un espediente per sentirsi libere e liberi di insultare ed esprimere così violentemente il proprio pensiero contro qualcuno».
Condanniamo con forza ogni forma di violenza verbale gratuita ricevuta dalla Segreteria Nazionale di ArciLesbica e auspichiamo che il Cassero possa chiarire la sua posizione, certe che anche quest’ultimo condivida con noi l’importanza di combattere questo preoccupante fenomeno sociale.

14 maggio 2018

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