17 Maggio – Giornata Mondiale Contro l’Omo-Lesbo-Bi-Transfobia

Il 17 maggio 2004 veniva istituita la Giornata Mondiale contro Omofobia, Lesbofobia, Bifobia e Transfobia, una ricorrenza nata “dal basso” e ufficialmente riconosciuta dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite.

Da allora, moltissimi Paesi in Europa hanno fatto grandi passi in avanti per combattere le discriminazioni e le violenze subìte dalle persone LGBT+: quasi tutti, ad esempio, hanno introdotto leggi che puniscono i crimini d’odio a sfondo omo-lesbo-bi-transfobico, lanciando un forte segnale politico e sociale, tentando di garantire a tutte e tutti le/i cittadine/i LGBT+ la sicurezza e un certo livello di protezione dalle aggressioni verbali e/o fisiche e dalle discriminazioni.

Come sempre, il Bel Paese non smette di aggiudicarsi l’7 in condotta: l’Italia è l’unica, insieme ad altri 11 Paesi dell’Europa a non aver adottato alcuna misura contro le discriminazioni subite dalle/dai cittadine/i LGBT+ del proprio Paese, attirando critiche e sanzioni dall’Unione Europea e dall’ONU.

Poco male, viene da pensare: evidentemente non ce n’è bisogno.

E invece no.

 

6 marzo 2019

Sara e Giulia (nomi di fantasia) sono due ragazze minorenni di Latina, aggredite in Piazza San Marco da un gruppo di ragazzi. Agli insulti urlati in strada “Lesbiche di merda”, hanno poi fatto seguito le aggressioni fisiche, quando i ragazzi hanno spruzzato della schiuma sul volto delle ragazze.
Fonte: News-24

4 luglio 2019

Cristina e Daniela, una coppia convivente nel comune di Torino, ritrovano fuori dalla propria abitazione insulti e svastiche disegnati a matita. A nulla servono i cartelli dissuasivi, la videosorveglianza installata, le denunce: le persecuzioni sono continuate.
Fonte: torino.repubblica.it

25 agosto 2019

Hanno 19 e 24 anni, sono una coppia di donne e stanno prendendo un caffè in un bar di Carpineto Romano. La loro colpa è essersi date un bacio a stampo, e per questo motivo sono state allontanate dal bar. Il gestore si è difeso affermando che avrebbe fatto lo stesso anche con una coppia etero, ma noi, chissà perché, fatichiamo un po’ a credergli.
Fonte: roma.repubblica.it

6 settembre 2019

Valentina Guidetti, 28 anni, un giorno si accorge di un biglietto lasciato sul citofono della sua abitazione indipendente di Briona, nel Novarese, che recita “Be careful Saffo” (stai attenta Saffo). “Non ho dormito per alcuni giorni, spero sia uno scherzo di cattivo gusto. Mi auguro solo che non capiti nulla alla mia famiglia.” ha dichiarato.
Una minaccia sottile ma chiarissima, appena fuori la porta di casa.
Fonte: torino.repubblica.it

7 settembre 2019

Elisa Pomarelli, 28enne scomparsa il 25 agosto nel Piacentino, viene ritrovata morta in un bosco. L’assassino, che i giornali hanno definito un “gigante buono”, confessa di essere stato ossessionato da lei, nonostante lei fosse stata chiara riguardo il proprio orientamento sessuale: Elisa amava le donne e non sarebbero stati mai più che amici.
Fonte: ilGiornale.it

15 ottobre 2019

Simona di Biase, 34enne dipendente dell’Ospedale Manzoni di Lecco, un giorno trova sul suo armadietto una scritta a penna:”Fuori da qua lesbica!”. L’ennesimo episodio di mobbing a sfondo lesbofobico subìto dopo il suo coming out. Un anno prima infatti aveva lasciato il marito per una donna. La vicenda si conclude con una denuncia verso ignoti. Anni prima si era verificato un episodio simile ai danni di un altro dipendente.
Fonte: HuffPost

22 ottobre 2019

Monica e Romina convivono da 10 anni e hanno 3 figli, sono una felice famiglia arcobaleno conosciuta e rispettata. Vivono a Civitavecchia e un giorno uscendo di casa trovano la loro auto imbrattata da scritte volgari ed offensive, disegnate con una bomboletta bianca sulla carrozzeria nera.
Fonte: romadailynews.it

31 ottobre 2019

Ha appena 15 anni e sta uscendo dalla stazione della metro di Porta Nuova, è mattina. Uno sconosciuto sui 25-30 anni si avvicina aggredendola prima verbalmente “Sei una femmina, non puoi vestirti da maschio”, e poi riservandole un pugno in pieno volto e sul costato. La giovane ha sporto denunciato contro ignoti.
Fonte: torino.repubblica.it

12 novembre 2019

Marilena, da quando si è dichiarate lesbica, subisce abusi dal padre, che la picchia sempre più violentemente finché il 12 novembre arriva, dopo averle dato pugni e calci ed averle sbattuto la testa ripetutamente contro il muro, provocandole un trauma cranico, alle minacce di morte. “Ti ucciderò con un coltello” recita l’articolo che racconta la sua storia, che si conclude con una denuncia ed un appello di aiuto.
Fonte: Bitchyf

19 dicembre 2019

Jen, 25enne di origini nigeriane, era già stata più volte importunata dall’uomo che l’ha poi aggredita. Le chiedeva insistentemente di uscire, ma all’ennesimo rifiuto, Jen ha detto chiaramente di essere lesbica e dunque non interessata a lui. La reazione dell’uomo, che ha lasciato indifferenti tutti i passanti, è stata così violenta da lasciarla a terra ed ha richiesto l’intervento di un’ambulanza. Poi la promessa: “Non finisce qui, nel nostro paese uccidono le lesbiche e ti ucciderò”.
Fonte: Fanpage.it

17 gennaio 2020

Giulia Ventura sta passeggiando per strada e fa appena in tempo a sentire qualcuno gridare “Le persone come te devono morire” prima di svenire per i calci e pugni incassati da due sconosciuti. A causa delle ferite subite è costretta a recarsi in ospedale, da cui fa partire la denuncia d’ufficio.
Fonte: La Repubblica

 

Queste storie sono nostre e vostre, e modificano il quotidiano di qualunque persona non conforme. Per ciascuna narrazione autodeteminata incontriamo una specifica metodologia di violenza: che sia quella repressiva ed intrisa di sessismo subìta dalle donne lesbiche, che sia quella basata su pregiudizi e stigmi, subìta dalle persone trans*, fatti come quelli elencati si verificano ogni giorno, ma troppo spesso restano avvolti nel silenzio e nella paura delle vittime.

Dopo i numerosi rinvii, la discussione riguardo il testo di Legge atto a punire i reati di odio contro le persone LGBTI+ è calendarizzata per luglio di quest’anno. Auspichiamo che, emergenza sanitaria permettendo, questa discussione non sia ulteriormente rimandata: nel nostro Paese è necessario un segnale chiaro da parte delle Istituzioni rispetto alle discriminazioni agite contro le persone LGBTI+.

La Giornata Mondiale contro l’Omo-Lesbo-Bi-Transfobia ci aiuta a ricordare queste agghiaccianti storie di odio e violenza, ma soprattutto ci mette a confronto con l’obiettivo di tutte le nostre battaglie politiche, sociali e culturali: scriverne di nuove, scrivere di storie d’amore e di solidarietà, di accoglienza e di rispetto.


Approfondimenti:

0 commenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I prossimi eventi