L’OMS toglie la transessualità dalla lista dei disturbi mentali

La Classificazione ICD11 – uscita solo poche ore fa – parla chiaro: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization – WHO) ha rimosso la transessualità dalla lista dei disturbi mentali.

Come si legge dalla versione online della Classificazione, la transessualità – ora definita “Incongruenza di genere” – è una condizione “caratterizzata da un’incongruenza marcata e persistente tra il genere di esperienza di un individuo e il sesso assegnato” ed è pertanto stata riassegnata alla categoria delle “Condizioni legate alla salute sessuale”.

ICD11 – Condizioni legate alla salute sessuale »

Una svolta senza precedenti, che contribuirebbe a ridurre lo stigma delle persone transgender e potrebbe cambiare la vita di migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo.

Finora, la transessualità era considerata un disturbo e, pertanto, le persone che intendevano intraprendere un percorso di riattribuzione del sesso erano costrette a seguire lunghi e complessi iter, seguiti da personale specializzato in materia psichiatrica.

“È ormai chiaro” – si legge nella presentazione dell’ICD11 – “che non si tratta di un disturbo mentale, e in effetti la classificazione in questo può causare uno stigma enorme per le persone transgender; restano significative le esigenze di assistenza sanitaria, che possono essere adeguatamente soddisfatte se la condizione è codificata sotto l’ICD.”

Un traguardo importantissimo che aspettavamo da troppo tempo, e che finalmente è arrivato.

Leggi l’ICD11 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità »

Nessun cambiamento per le persone intersex

Allo stesso tempo, però, l’Organizzazione Internazionale Intersex – Europe denuncia una grave mancanza: nell’ICD11 nulla pare essere cambiato per quanto riguarda le persone intersex, classificate nel capitolo delle “Patologie malformative dello sviluppo sessuale”.

ICD11 – Patologie malformative dello sviluppo sessuale »

“Ma non finisce qui”, sottolinea Kitty Anderson, co-presidente di OII Europa. “L’ICD-11 stabilisce una nuova diagnosi, chiamata ‘Incongruenza di genere dell’infanzia’, che è stata fortemente osteggiata dagli esperti di studi trans e intersex.”

Ancora oggi, in tutto il mondo, l’intersex genital mutilation (ovvero la riattribuzione del sesso alla nascita, su minori o comunque senza il consenso esplicito della persona) è molto frequente e continua a ledere la dignità e la possibilità di scelta delle persone intersex: l’intervento chirurgico è irreversibile e può, in alcuni casi (vedi l’asportazione di gonadi funzionanti), provocare la sterilità.

Una decisione che, forse, poteva essere evitata.

Leggi l’articolo di OII Europe »

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